La psicoterapia in 10 punti
uno: fermarsi in corsa
due: primo colloquio di orientamento
tre: decidere da dove cominciare
quattro: raccontare cosa appare
cinque: seguire una prima linea di minore resistenza
sei: imparare a modificare la posizione
sette: imparare a modificare l'ascolto
otto: imparare ogni giorno ripetendo e ripetendo e ripetendo
nove: pensare anche alle ragioni degli altri
10: pensarci come sistemi in equilibrio precario e instabile

10 punti
come uscire dalla scatola
Il percorso psicoterapeutico è misterioso ma non ha segreti da nascondere al contrario: va immaginato come un tipo un po' speciale di apprendimento.
Si impara ad imparare da tutto. Perciò occorre molta curiosità, tenacia e desiderio. Anche per questo di solito si comincia per uscire da una difficoltà.
L'obiettivo però è capire come ci si è finiti dentro e come fare le prossime volte.
punto quattro:
RACCONTARE COSA APPARE
Ogni persona racconta una storia: è lo scenario di partenza, come ci appare il mondo in questo momento. Ogni storia sembra sempre l'unica possibile perché nel modo di raccontarla la mente inganna sì stessa: se la chiamavano 'bugiarda' era tutto più semplice.
La 'mente' è un verbo, un'azione.
O la sua assenza.
punto cinque:
SEGUIRE LA PRIMA LINEA DI MINORE RESISTENZA
Si dice 'crinale' perché crino in greco è la linea, il capello che definisce una differenza. Seguire il crinale in montagna significa decidere di stare in equilibrio tra il lato in ombra e rischiare di scivolare sul ghiccio o stare al sole, dove la neve, sciogliendosi, può precipitare a valanga a valanga.
Criterio è la parola che si costruisce insieme per seguire o anche solo immaginare la linea lungo cui procedere. Passo dopo passo.
punto sei:
IMPARARE E MODIFICARE LA POSIZIONE
Il divano analitico fu una scoperta casuale e fortunata: una giovane della borghesia viennese, mentre veniva ipnotizzata, si alzò e baciò il giovane Freud. In quel momento entrò per sbaglio la cameriera. Se si fosse saputo in giro avrebbe perso tutta la clientela: un disastro. Fu la fine dell'ipnosi (tanto quasi nessun paziente ricordava cosa aveva scoperto in trance) e la psicoanalisi si concentrò sulle associazioni libere e i sogni. La poltrona si spostò dietro la testa del paziente tanto guardarsi in faccia non era poi così necessario.
Rimase il divano che riprendeva la posizione di riposo dopo la sauna.
punto sette:
IMPARARE A MODIFICARE L'ASCOLTO
Nella vita quotidiana è fondamentale capire le differenze, ne va della nostra sopravvivenza: mai confondere la merda con il cioccolato. Tecnicamente la mente lavora con onde beta, brevi e rapide. Quando si crea un ambiente sicuro e accogliente, come accade durante una psicoterapia, si generano onde alfa: più ampie e lente, le stesse del dormiveglia, dei sogni, dei desideri. Cambia l'ascolto: si è meno reattivi, meno ottunsi e ostinati. Si riescono a immaginare anche altri modi di considerare la stessa cosa.
Le onde delta? Da quelle promanano i sogni, si possono esplorare con la meditazione ma è tutta un'altra faccenda.
punto otto:
IMPARARE OGNI GIORNO RIPETENDO, RIPETENDO; RIPETENDO ...
L'esperienza della psicoterapia è solo un momento ma il lavoro vero si fa ogni giorno, sempre, ovunque. E dura tutta la vita. Perciò è utile la curiosità e la meraviglia, un po' di prudenza ma anche di spavalderia. Quanto meglio impari ad ascoltare più scopri che la vita è uno spasso infinito e il dolore, come la musica di uno spartito, è un linguaggio che si è imparato a leggere e a cantare.
punto dieci:
PENSARCI COME SISTEMI IN EQUILIBRIO PRECARIO E INSTABILE
Ciascuno di noi è un sistema di parti in equilibrio dinamico: l'equilibrio è un compromesso armonico e temporaneo tra parti diverse e in costante movimento. Non si può modificare qualcosa senza modificare anche tutto il resto.
Si può fare ma occorre pazienza e delicata gentilezza anche perché siamo dentro altri sistemi in equilibrio, che stanno dentro altri sistemi ... ecc.
Alla fine è tutto qui.
concludendo:
CAMBIARE LO SGUARDO
Francamente 'cambiare' è impossibile: siamo l'esperienza che facciamo ed esprimiamo comunque qualcosa di intimo e autentico. Siamo così.
Però possiamo scoprire strumenti e metodi per aumentare la nostra sensibilità e notare qualcosa che prima semplicemente ci sfuggiva. E poi decidere cosa farne.
L'ascolto è lo strumento più potente e sta a noi farne un buon uso.











