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Spazi di risonanza

Quando si è normalmente sani il mondo dell'Oncologia appare distante e non solo perché non si conosce ma come se, anche sapendo che esiste, si crede davvero che non potrà mai riguardarci direttamente.
Si vive insomma come se l'Oncologia non ci fosse.
Lo sbarco sulla Luna è un buon modo per cominciare a imparare come muoversi nel mondo dell'Oncologia. 
 L'immagine della Terra vista dalla Luna aiuta a capire in che modo è necessario imparare a pensare, cioè a guardare quello che accade in questo diverso tipo di mondo. Un mondo in cui qualcuno vive da una parte mentre qualcun altro sta in un altrove più o meno sconosciuto fino ad un istante prima che accada anche a noi di finirci dentro. 
Tutto va bene.
Poi accade che qualcuno intorno a noi ci finisce dentro o addirittura che tocca a noi attraversarlo: una persona cara diventa un paziente oncologico o lo diventiamo noi stessi.
 Credo sia utile sapere che esistono delle istruzioni per l'uso: mappe con cui orientarsi, indicazioni e percorsi abbastanza precisi per evitare la sensazione di smarrimento totale. 
Lo spavento è inevitabile all'inizio e sarà un fedele compagno di viaggio, ma può essere un alleato e non solo l'ennesimo nemico da combattere. Lo spavento può aiutarci a essere più attenti, più curiosi: bisogna imparare tante cose e occorre farlo in fretta e bene.
A me ha aiutato moltissimo la prima pagina del libro "il villaggio globale", un saggio visionario di Marshall McLuhan che intravedeva gli effetti di una comunicazione resa finalmente diffusa e integrata per effetto della tecnologia. Internet era ancora un balbettio tra tecnici e lui già ne vedeva le conseguenze. L’occasione dello sbarco sulla Luna ha permesso di guardarci da un altro punto di vista.
Quel viaggio fuori dal nostro mondo non era importante solo perché eravamo arrivati lassù ma perché, per la prima volta, potevamo guardare il nostro mondo dall’esterno del nostro mondo.   “… Dopo aver orbitato intorno alla Luna nel dicembre del 1968, gli astronauti dell'Apollo installarono una telecamera puntandola sulla Terra.  Di riflesso l'impatto su noi spettatori fu enorme. Eravamo, per così dire, "dentro" e "fuori" allo stesso tempo. Eravamo sulla Terra e sulla Luna contemporaneamente. Fu la nostra percezione individuale di quell'evento a dargli significato. Si era stabilito un intervallo di risonanza. La vera azione nell'evento non era sulla Terra o sulla Luna, ma piuttosto nel vuoto asettico, ovvero nel gioco fra la ruota dell'asse. Eravamo appena diventati consapevoli dell'esistenza fisica separata di questi due mondi, ed eravamo disposti, dopo un certo shock iniziale, ad accettare entrambi gli ambienti come possibili per l'uomo. … Il libro della natura contiene innumerevoli confini e interfacce. L'intervallo di risonanza può essere considerato un confine invisibile allo spazio visivo e quello acustico. Noi tutti sappiamo che una frontiera, o confine, corrisponde a uno spazio tra due mondi, creando una specie di intreccio duplice o parallelismo che evoca un senso di moltitudini o universalità. Quando due culture, due eventi, due idee, vengono collocati uno accanto all'altro, avviene un'interazione, un mutamento magico.           
Più le interfacce differiscono, maggiore sarà la tensione dell'interscambio.”  

  IL VILLAGGIO GLOBALE M.McLuhan B.R.Powers, Edizioni Sugarco Gallarate 1992

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