
Dalla sala d'attesa passiva all'Oncologia Integrata
Per generazioni il brusìo delle sale d'attesa, fuori gli studi medici, produceva cartelli che chiedevano il silenzio.
Tutto concorreva ad una attesa passiva e impotente: la paura, l'incompetenza su cosa ti stava capitando, la soggezione indotta dal camice bianco, le luci al neon, le sedie, spesso scomode, disposte per file parallele, il numero delle persone che insieme a te aspettano la visita: "... chi è l'ultimo?".
Chi arriva si siede e aspetta. Si chiama 'paziente', dunque che pretende? Tutto considerato è meglio se c'è silenzio davvero: non sempre fa piacere chiacchierare con il vicino: ognuno potrebbe raccontare una storia simile alla nostra ma con un brutto finale. Quindi meglio stare zitti e non dare confidenza o essere invaso dalle storie altrui.
Ciascuno è chiuso nei propri pensieri.
E aspetta il proprio turno, meglio se con il bigliettino numerato in mano, così non c'è da litigare.
In oncologia le evidenze mostrano che per i pazienti e ai loro familiari far finta di niente, delegare tutto agli esperti, restare pazienti non è la soluzione migliore.
Le cure oncologiche sono lunghe, complesse e richiedono una partecipazione coerente e costante, un collegamento stretto con l'oncologo e tutta la sua equipe.
Gli effetti collaterali sono spesso difficili da sostenere e tutto il sistema familiare e di relazione viene coinvolto e trasformato in modo permanente e irreversibile. Ecco perché è utile avere una posizione attiva e partecipativa: conoscere, comprendere e collaborare alle proprie cure e sostenerne chi le fa: chiedere, essere informato cercare di capire fa parte della cura e concorre a migliorare la qualità di vita. L'Oncologia Integrata non è solo mettere insieme i vari specialisti, coordinare i loro interventi e informare il paziente perché sia consapevole e informato: tra gli obiettivi dell'Oncologia Integrata c'è anche il suo coinvolgimento, la possibilità che sia davvero protagonista attivo lungo la filiera delle cure e in collaborazione costante, fiduciosa e concreta con l'oncologo, la sua equipe, i familiari e tutti quanti concorrono alle sue cure.
Tutto concorreva ad una attesa passiva e impotente: la paura, l'incompetenza su cosa ti stava capitando, la soggezione indotta dal camice bianco, le luci al neon, le sedie, spesso scomode, disposte per file parallele, il numero delle persone che insieme a te aspettano la visita: "... chi è l'ultimo?".
Chi arriva si siede e aspetta. Si chiama 'paziente', dunque che pretende? Tutto considerato è meglio se c'è silenzio davvero: non sempre fa piacere chiacchierare con il vicino: ognuno potrebbe raccontare una storia simile alla nostra ma con un brutto finale. Quindi meglio stare zitti e non dare confidenza o essere invaso dalle storie altrui.
Ciascuno è chiuso nei propri pensieri.
E aspetta il proprio turno, meglio se con il bigliettino numerato in mano, così non c'è da litigare.
In oncologia le evidenze mostrano che per i pazienti e ai loro familiari far finta di niente, delegare tutto agli esperti, restare pazienti non è la soluzione migliore.
Le cure oncologiche sono lunghe, complesse e richiedono una partecipazione coerente e costante, un collegamento stretto con l'oncologo e tutta la sua equipe.
Gli effetti collaterali sono spesso difficili da sostenere e tutto il sistema familiare e di relazione viene coinvolto e trasformato in modo permanente e irreversibile. Ecco perché è utile avere una posizione attiva e partecipativa: conoscere, comprendere e collaborare alle proprie cure e sostenerne chi le fa: chiedere, essere informato cercare di capire fa parte della cura e concorre a migliorare la qualità di vita. L'Oncologia Integrata non è solo mettere insieme i vari specialisti, coordinare i loro interventi e informare il paziente perché sia consapevole e informato: tra gli obiettivi dell'Oncologia Integrata c'è anche il suo coinvolgimento, la possibilità che sia davvero protagonista attivo lungo la filiera delle cure e in collaborazione costante, fiduciosa e concreta con l'oncologo, la sua equipe, i familiari e tutti quanti concorrono alle sue cure.