Domande e risposte sulla psicoterapia
Quando cominciare una psicoterapia?
Perché ci vuole tanto tempo?
A che serve lo psicoterapeuta?
Cosa significa 'amorevole'?
Esiste uno psicoterapeuta perfetto?
Come scegliere lo psicoterapeuta adatto a noi?
Esiste un paziente perfetto?
Cosa corregge la psicoterapia?
C'è qualcosa di più difficile da imparare?
A cosa assomiglia la psicoterapia?
E insomma: in poche parole?

A che serve la psicoterapia?
E' uno spazio e un tempo riservato solo a noi.
Aiuta ad ascoltare meglio sé stessi e decidere cosa fare:
E farlo.
A cercare di dire a parole qualcosa che si riesce finalmente a pensare.
A riuscire a pensare qualcosa che restava finora solo una tensione senza parole.
A immaginare anche le ragioni degli altri e trovare un senso e un valore nei conflitti.
A evitare i conflitti superflui.

Quando cominciare una psicoterapia?
Quando ci si trova davanti a un limite invalicabile, apparentemente.
Talvolta si comincia perché si è curiosi di trovare un interlocutore diverso dal solito.
Se l'occasione è un problema, un dolore o una paura si può smarrire il senso di un ascolto di sé che comincia per un'occasione particolare ma è qualcosa di molto più grande e interessante.

Perché ci vuole tanto tempo?
Il tempo necessario al cambiamento evidente dipende dalla nostra capacità di lasciar andare le abitudini che non servono più ma di cui sembra che non possiamo fare a meno perché siamo abituati così.
Ci vuole tempo per imparare bene qualcosa che non abbiamo mai fatto prima.
Dipende dalla necessità e dall'urgenza ma specialmente dall'impegno, come in tutte le cose no?

A che serve lo psicoterapeuta?
A volte la persona che meno conosciamo siamo noi stessi. Abbiamo una percezione spesso frammentata e confusa di noi perché non riusciamo facilmente a immaginarci come siamo visti 'da fuori'.
Quando impariamo ad affrontare le stesse situazioni in modo diverso, meno reattivo forse riusciamo ad essere più più amorevoli.

Che significa 'amorevole' ?
Amorevole significa che accogliamo il conflitto e riusciamo ad integrarlo in modo evolutivo nella nostra vita: impariamo da quello che ci accade senza distruggere, aggredire, ferire, scappare.
A meno che non sia quello l'unica cosa sensata da fare.
Ma capita raramente.
Il cambiamento avviene solo quando ci fa sentire accolti, ascoltati e accettati per come siamo.
Quando possiamo fare pace con i nostri conflitti e trovare possibili integrazioni.
E quando riusciamo ad accettare quei conflitti a cui per il momento non c'è soluzione, ma lo facciamo in modo costruttivo e non distruttivo.

Esiste lo psicoterapeuta perfetto?
La perfezione non lascia scampo e ci lega in modo indissolubile: gli errori, i limiti, le mancanze del nostro psicoterapeuta sono una sfida alla nostra autonomia, alla nostra libertà di pensare e di scegliere.
Forse sono migliori quelli che riescono ad aiutarci a trovare il buono e il bello in molte più cose di come ci sembrava prima.
Forse sono migliori quelli che ci aiutano a pensare in modo più autentico, profondo, semplice e sincero.
Forse sono quelli che non hanno bisogno di essere lusingati.
Forse sono quelli che ci fanno ridere.
Personalmente sono quelli che preferisco, quelli che mi hanno aiutato meglio e di più.

Come scegliere lo psicoterapeuta adatto a noi?
Anche il più strano e bizzarro magari va bene per qualcuno di strano e bizzarro che non accetterebbe altro che uno così.
Ogni psicoterapeuta è una persona, magari un po' sbilenca se no faceva un mestiere diverso.
Di solito ogni psicoterapeuta cura sé stesso prendendosi cura degli altri nel modo migliore che conosce. Quelli bravi lo ammettono senza pudore.
A volte sono utili a volte meno.
E' già tanto se uno psicoterapeuta è umile, prudente, rispettoso e si astiene dal dare consigli e giudizi. Insomma il suo lavoro è ascoltare e darci la possibilità di ascoltare meglio noi stessi.
Poi a decidere cosa fare o non fare tocca sempre a noi.
Nessuno può fare la nostra vita al posto nostro.

Esiste il paziente perfetto?

Cosa corregge la psicoterapia?
A volte abbiamo costruito la nostra vita su equivoci, su informazioni parziali o semplicemente non eravamo ancora in grado ci capire veramente il senso di quello che ci capitava e abbiamo scelto la soluzione migliore per 'sopravvivere': stare abbastanza bene, nei limiti del possibile.
Poi il tempo passa e crediamo veramente alle idee che ci siamo fatti sul mondo, sugli altri, su noi stessi e continuiamo a fare le stesse cose pensando che quello sia l'unico modo possibile, anzi il migliore.

C'è qualcosa di più difficile da imparare?
E' difficile da dire e persino da pensare perché l'enfasi è sempre sul cambiamento.
Come se il cambiamento, l'altrove, la fuga, la lotta sia sempre meglio di quel che c'è.
A volte non si può fuggire, negare, evitare: c'è quel che c'è. Forse è la parte più difficile da accettare e adattarsi e basta. Però serenamente.

A cosa assomiglia la psicoterapia?
Si cerva un colpevole che a volte esiste o, molto più spesso, sembra colpevole ma a rivederlo con calma aveva le sue ragioni, spesso inevitabili.
A volte manca un dettaglio decisivo che, quando lo trovi, ti aiuta a ripensare tutto il tuo passato, permette di modificare certe idee e i comportamenti che dipendono da quelle idee.
A volte invece quel dettaglio conferma le nostre storie ma le completa, le rende attuali e autentiche.
Poi c'è da decidere che fare o smettere di fare o fare in modo diverso.

E insomma in poche parole?
A scanso di equivoci, ritardi, errori clamorosi e fatiche eccessive e superflue la psicoterapia è un'esperienza magnifica, un'avventura meravigliosa.
Con i suoi alti e bassi ma insomma uno spasso.
