
L'Oncologia Integrata e il web
Chi cerca sul web informazioni per la propria patologia, in particolare, in ambito oncologico, non è più 'paziente' ma, anzi, attivamente ricerca informazioni per partecipare alle proprie cure: la delega all'esperto non è più totale ma partecipata, attenta, attiva.
E' l'ennesimo campo di indagine e di esplorazione della psiconcologia. Il web non è perciò solo uno strumento di cura in più ma definisce un modo diverso di intendere le cure, appena se ne intendono le potenzialità, i rischi e le fragilità.
Purtroppo il web offre anche troppo: documenti, link, immagini e video, blog e forum.
Ormai chiunque è in grado di generare contenuti e pubblicarli: il controllo è relativo.
I motori di ricerca hanno algoritmi sempre più sofisticati per stanare chi pubblica notizie false o fasulle ma la cialtroneria di chi cerca un click in più è spesso senza scrupoli.
Ogni giorno appaiono notizie mirabolanti con titoli sapientemente incompleti: andare a vedere è irresistibile. Le notizie spesso sono semplicemente irrilevanti: la cura miracolosa si riduce a risultati di laboratorio quasi irrisori se si pensa che per arrivare a diventare una cura per umani saranno necessari almeno 7/10 anni se tuto va bene. Eppure chi legge spesso ha un'urgenza attuale per sé o per un proprio caro.
L'obiettivo vero di chi pubblica è ricevere un click: guadagna sulle pubblicità presenti sugli articoli.
La probabilità dell'inganno sono sempre in agguato, occorre prudenza. Le leggi del marketing hanno logiche indipendenti dal contenuto che è messo in vendita: persino un sito ben fatto non sempre è garanzia di qualità, ma anche viceversa.
Come orientarsi?
La salute, cura di sé, la ricerca di una guarigione sono tra i temi più esplorati e perciò molto attraenti ma di cui è difficile fare un filtro critico.
Ecco perché l'Oncologia potrà dirsi veramente 'integrata' quando saprà intendere le opportunità offerte da un uso maturo del web e dai relativi sistemi social per collegare gruppi di pazienti, pazienti con centri di ricerca e il paziente con i propri medici curanti. Siamo ancora all'inizio.
Alcuni social come wattsap riescono a dare un contatto quasi immediato senza invadere lo spazio/tempo del di chi ha in cura il paziente. I familiari e gli amici possono restare in contatto più facilmente tra loro e cn minore fatica. E' ancora un uso rozzo e spesso ipertrofico ma c'è da sperare che a breve si riesca a trovare un minimo di regole di comunicazione e interscambio reciproco.
Aumenterà per tutti il senso di accoglimento efficiente e orientamento efficace ai pazienti e ai loro familiari: sarà più facile trovare subito le risposte migliori.
Meglio ancora: riconoscere cosa non è adatto a me. E il prima possibile. La spinta a conoscere e partecipare alle proprie cure diventerà allora veramente possibile diventando per tutti uno stimolo e un conforto.
E' l'ennesimo campo di indagine e di esplorazione della psiconcologia. Il web non è perciò solo uno strumento di cura in più ma definisce un modo diverso di intendere le cure, appena se ne intendono le potenzialità, i rischi e le fragilità.
Purtroppo il web offre anche troppo: documenti, link, immagini e video, blog e forum.
Ormai chiunque è in grado di generare contenuti e pubblicarli: il controllo è relativo.
I motori di ricerca hanno algoritmi sempre più sofisticati per stanare chi pubblica notizie false o fasulle ma la cialtroneria di chi cerca un click in più è spesso senza scrupoli.
Ogni giorno appaiono notizie mirabolanti con titoli sapientemente incompleti: andare a vedere è irresistibile. Le notizie spesso sono semplicemente irrilevanti: la cura miracolosa si riduce a risultati di laboratorio quasi irrisori se si pensa che per arrivare a diventare una cura per umani saranno necessari almeno 7/10 anni se tuto va bene. Eppure chi legge spesso ha un'urgenza attuale per sé o per un proprio caro.
L'obiettivo vero di chi pubblica è ricevere un click: guadagna sulle pubblicità presenti sugli articoli.
La probabilità dell'inganno sono sempre in agguato, occorre prudenza. Le leggi del marketing hanno logiche indipendenti dal contenuto che è messo in vendita: persino un sito ben fatto non sempre è garanzia di qualità, ma anche viceversa.
Come orientarsi?
La salute, cura di sé, la ricerca di una guarigione sono tra i temi più esplorati e perciò molto attraenti ma di cui è difficile fare un filtro critico.
Ecco perché l'Oncologia potrà dirsi veramente 'integrata' quando saprà intendere le opportunità offerte da un uso maturo del web e dai relativi sistemi social per collegare gruppi di pazienti, pazienti con centri di ricerca e il paziente con i propri medici curanti. Siamo ancora all'inizio.
Alcuni social come wattsap riescono a dare un contatto quasi immediato senza invadere lo spazio/tempo del di chi ha in cura il paziente. I familiari e gli amici possono restare in contatto più facilmente tra loro e cn minore fatica. E' ancora un uso rozzo e spesso ipertrofico ma c'è da sperare che a breve si riesca a trovare un minimo di regole di comunicazione e interscambio reciproco.
Aumenterà per tutti il senso di accoglimento efficiente e orientamento efficace ai pazienti e ai loro familiari: sarà più facile trovare subito le risposte migliori.
Meglio ancora: riconoscere cosa non è adatto a me. E il prima possibile. La spinta a conoscere e partecipare alle proprie cure diventerà allora veramente possibile diventando per tutti uno stimolo e un conforto.